Di presagi e imprevisti, tra Svizzera e Francia (L’antipasto).

“Ma la Svizzera non è MOLTO cara?”

Mi chiede perplesso Massi quando gli propongo di scegliere Ginevra, come base per il nostro viaggio di fine estate.

“Amore mio, sono solo voci di corridoio, fidati di me! Cagliari è più costosa!”

Rispondo, attirata dalla tratta diretta Easyjet e dai “soli” 60 euro AR  per le date perfette per i nostri programmi.

Orari di decollo non particolarmente rilassanti, soprattutto le 6.30 del volo di ritorno, ma l’adrenalina in ascesa all’idea della vacanza, ci rende temerari: ce la possiamo fare, faccio i biglietti!

Nella scelta dell’hotel, l’originaria domanda di Massi aleggia spavalda e inizia a trovare risposta affermativa.

Devo escludere una buona fetta di strutture, accessibili solo post vincita al Super Enalotto o eredità milionaria. Depennati poi, ostelli con bagni in comune e letti a castello in dormitorio, nei quali faremmo lievitare esponenzialmente l’età media e ci offrirebbero un deambulatore e un semolino, trovo per fortuna un hotel perfetto, praticamente in pista di atterraggio per vicinanza all’aeroporto ma perfettamente collegato con il centro città, economicamente accessibile grazie ad un mega sconto a me dedicato, per il ruolo di utente Genius su Booking.com.

Risolte le faccende di volo e alloggio, mi dedico all’esplorazione su mappa dei dintorni di Ginevra, per organizzare gite ed escursioni, di cui andiamo ghiotti. Scopro con grande piacere che nella confinante Francia, tanti borghi possono essere raggiunti con i treni veloci.  Scelgo Annecy e Chambery, descritte sul web come meravigliose e distanti solo poche decine di chilometri dalla nostra base.

Faccio i biglietti di viaggio online, previa verifica serietà del sito che li emette (https://www.trainline.it/), uso paypal per ogni evenienza e in pochi minuti ho già in mano i documenti di viaggio stampati.

Non ci resta che attendere la data di partenza.

Alle 6,30 del 18 agosto, siamo su strada per raggiungere un parcheggio privato nei pressi dello scalo aeroportuale cagliaritano, purtroppo rallentati da un mezzo addetto al ritiro rifiuti e produttore di una fragranza di tutto rispetto,  che ovviamente abbraccia il nostro abitacolo.

Massi ed io ci guardiamo: sarà un presagio?

Il parcheggio si rivelerà eccellente e molto conveniente rispetto al taxi, in un orario nel quale non si ha il coraggio di disturbare qualcuno per avere un passaggio (https://www.parkingo.com/parcheggio-aeroporto-cagliari-elmas), lasciamo l’auto in custodia e una navetta ci conduce alle partenze.

Decolliamo in orario e il volo (con mia immensa gioia) sarà brevissimo, circa un’ora e venti.

Se non fosse stato per l’alito pestilenziale della signora seduta accanto a me, in stile bomba chimica, sarebbe stata una tratta rilassante e piacevole, con vista sulle Alpi.

Un cugino del presagio precedente? Mi chiedo.

Dopo l’atterraggio, seguiamo il lungo tragitto verso l’uscita.

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Chi è diretto in città, può prendere nella zona in cui vengono consegnati i bagagli (accanto alla porta, sulla sinistra), un biglietto Unireso che consente di usufruire dei mezzi pubblici nella zona 10 (gran parte di Ginevra), per circa 80 minuti, la validità comincia dopo l’emissione.  Purtroppo ci tratteniamo  troppo a lungo in aeroporto per poterne usufruire e siamo costretti a spendere 3 franchi a testa per due biglietti da utilizzare per il bus n.23,  che in 40 secondi ci condurrà al nostro Nash Airport Hotel (il presagio prende forma?).

Ad accoglierci alla reception, troviamo una simpaticissima e cortese ragazza romana, che ci fornisce informazioni utili, una mappa della città, una dei trasporti e soprattutto due biglietti che ci permetteranno di  utilizzare gratuitamente tutti i mezzi pubblici nella zona 10 per l’intera durata del soggiorno.

La stanza è veramente carina e pulita. L’iniziale temperatura è polare, perché gli addetti alle pulizie hanno dimenticato l’aria condizionata accesa e selezionata a  circa 15 gradi. Ma stemperiamo in pochi minuti.

Bollitore con tè e caffè in omaggio e due bottigliette d’acqua ugualmente offerte.

La vista è sulla pista di decollo e mi affascina il continuo fluire di aerei diretti in tutte le parti del mondo. Easyjet fa da padrona, con frequenza di decollo di almeno una volta ogni tre minuti.

La mia ambivalenza quando si tratta di volo, si palesa anche in questo. Detesto essere protagonista diretta di un viaggio aereo e nonostante la mia affinata capacità di gestire mentalmente l’ansia, il mio corpo diventa altro da me, reagendo in solitudine (tra sudorazione e pallore), mentre io sono convinta di essere rilassata.  Ma, trascorrerei ore ad ammirare decolli e atterraggi e i velivoli in rotta verso luoghi e culture, mi donano un senso di pace totale.

Mi incollo alla finestra e ammiro il susseguirsi dei giganti alati, fin quando un temporale corredato di tuoni, fulmini e apocalisse, irrompe improvvisamente e procrastina la nostra prima uscita in città.

Sarà il trisavolo del presagio? Mi chiedo.

Dopo tre quarti d’ora torna il sereno.  Siamo pronti a scoprire Ginevra!

I parenti del presagio, si faranno vivi?

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