Indimenticabile Vienna, in attesa del Natale. (2013)

Il periodo natalizio: amato e odiato, atteso e sopportato.
Le auto su strada si moltiplicano per la “corsa al regalo” dell’ultimo minuto, i centri commerciali si affollano come la stazione Termini all’ora di punta.
Cosa c’è di meglio, allora, che fuggire, almeno per i giorni a ridosso della ricorrenza e dirigersi verso una splendida città europea?
Grazie alla prenotazione in largo anticipo e alla cara Ryanair che concede di giungere a Bratislava, da Alghero, ad un prezzo conveniente, io e il mio compagno, concretizziamo un piccolo-grande sogno, custodito da tanti anni in un cassetto: andare a Vienna, in inverno per il “mercatino natalizio-tour”.
Riusciamo a spendere per il volo circa 80 euro a testa, sfruttando la brevità del soggiorno ( 3 notti) che ci consentirà di partire senza il fardello (soprattutto economico) del bagaglio in stiva. Con grande gioia, scopriamo circa tre settimane prima della partenza, che Ryanair concede attualmente di portare anche una borsetta  in cabina, oltre al trolley  e questa nuova, gradita, opzione, si rivelerà veramente preziosa (riempiremo le borsette come culurgiones -tipici ravioli sardi- e recupereremo tantissimo spazio nel bagaglio a mano!).
Tra i tanti hotel lussuosi e dai prezzi esorbitanti che la capitale austriaca propone, scorgiamo su http://www.booking.com, stentando quasi a crederci, un fantastico albergo mediamente economico, valutato come favoloso dagli ospiti che vi hanno soggiornato e posizionato in maniera ottimale rispetto al centro storico: con  il MEININGER Hotel Wien Hauptbahnhof, è stato un colpo di fulmine! 138 euro totali per tre notti, che si riveleranno un ottimo investimento.
Partenza il 19 dicembre, arrivo previsto a Bratislava intorno alle 16. Temperatura algherese, 15 gradi circa, temperatura slovacca, in stile polo nord. Per fortuna, giungiamo nell’autentico inverno, attrezzati e protetti.
Bratislava dista circa un’ora e trenta da Vienna, proprio per questo la scegliamo come tappa intermedia.
Dall’aeroporto slovacco, prendiamo una delle linee di autobus che conducono direttamente nella capitale austriaca, ad un costo contenuto.
All’andata (Bratislava- Vienna), optiamo per il bus della BLAGUSS (http://www.blaguss.at/en), la cui fermata è proprio di fronte all’ingresso-uscita dell’aeroporto (la zona di sosta è facilmente identificabile grazie al cartello con il logo della compagnia di trasporti). Avremo avuto altre alternative per raggiungere l’Austria, ma il bus Blaguss, è risultato ottimale per le nostre esigenze.
Per dovere di cronaca, dall’aeroporto di Bratislava, è anche possibile prendere i bus della Slovak Lines (http://www.slovaklines.sk/index_en.html), con cui noi abbiamo familiarizzato al ritorno, oppure il bus numero 61, che fa capolinea proprio all’aeroporto e conduce alla stazione centrale di Bratislava, da cui è possibile prendere il treno per la stazione centrale di Vienna. I costi delle tre alternative, sono molto simili. Blaguss: 10 euro solo andata, 18 euro andata e ritorno; Slovak Lines: 7.70  + 1 euro per ciascuna valigia da sistemare nel cofano del bus, Bus n. 61: 70 centesimi e treno circa 7 euro.
Suggerisco di verificare gli orari di partenza online, reperibili sia sul sito delle compagnie di trasporti, che sul sito dell’aeroporto di Bratislava (http://www.bts.aero/en/passengers/navigation/to-the-airport/), in modo da organizzare efficacemente i propri tragitti.
Facciamo il biglietto sul bus, acquistandolo direttamente dall’autista. C’è spazio per tutti, il mezzo è molto ampio e in territorio austriaco, comodamente seduti, è anche possibile usufruire della wi-fi gratuita, il cui codice è esposto vicino al sedile del conducente.
Vienna ci aspetta, siamo emozionatissimi! Anche se sono solo le 17, è già buio fitto, questo impedisce di godere del panorama durante il tragitto.
Il  capolinea del bus, al quale scendiamo, è ERDBERG, dal quale raggiungiamo l’omonima metro della U3 gialla, che con un unico cambio ci condurrà al nostro hotel, situato a cinquanta metri dalla fermata Keplerplatz (U1 rossa). I biglietti della metro, per una singola corsa, hanno il costo di 2,10 euro. Al nostro arrivo ne acquistiamo due dalla biglietteria automatica (istruzioni anche in italiano), ma nei giorni successivi, opteremo quasi sempre per il biglietto giornaliero, che ci costerà circa 7 euro a testa.
Troviamo subito l’albergo, grazie all’inconfondibile M rossa che lo contraddistingue. Ci accorgiamo immediatamente che la zona nei pressi della struttura è gremita di negozi e locali di ristorazione, lungo una via pedonale, molto carina. Scopriremo in breve che si tratta della famosa Favoritenstrasse. L’alloggio è stato realmente un’ottima scelta!
Affrontiamo il check in, favorito dalla gentilezza e dalla perfetta conoscenza della lingua inglese dello staff. La giovane ragazza alla reception, ci consegna la nostra tessera-chiave e ci indica il numero della camera, veramente accogliente e carina! Ci colpisce subito la temperatura, alquanto elevata. Senza dubbio, un 10 e lode, va ai riscaldamenti, in grado di trasformare il rigido inverno viennese, in una tappa ai tropici (abbiamo dormito a maniche corte e riposto  nell’armadio i pigiami in pile!).
Posati i bagagli e rinfrescati gli animi, ci avventuriamo a piedi nei dintorni dell’albergo. Scorgiamo un locale di spettacoli erotici proprio accanto all’hotel, ma ci rendiamo conto che è una struttura perfettamente integrata (come le altre di analogo tenore), che non costituisce, come in altre città, l’indicatore di una zona poco raccomandabile, anzi.
Passeggiamo lungo la via dello shopping, ma tutti i negozi sono ormai chiusi (lo shopping a Vienna, si conclude alle 18, fatta eccezione per i negozi di souvenir). Affascinati e felici, ma soprattutto affamati, inauguriamo i pasti austriaci, fermandoci in una delle onnipresenti catene di “Lucky Noodles”, nella quale, per la modica cifra di 3 euro a testa, ci sentiamo come in “Man Vs Food” e ci armiamo di coraggio per mangiare il badile di spaghetti giapponesi con verdure corrispondenti alla porzione grande. L’acqua naturale è gratuita, poiché giunge dai rubinetti ed è ottima!
Dopo il lauto pasto, proseguiamo la nostra passeggiata e scorgiamo l’involucro di quello che la mattina seguente, diventerà un bellissimo mercatino natalizio nella Keplerplatz. Osserviamo le bancarelle in legno, piccoli bungalow pieni di sorprese artigianali e culinarie che durante la nostra breve vacanza, ci lasceranno senza fiato. Mentre ci dirigiamo verso l’hotel, comincia a cadere un fitto nevischio, spero sia di buon auspicio per le giornate successive, ma nonostante le previsioni parlassero di neve, neanche un fiocco ci ha dato il benvenuto.
Prima di addormentarci, nella nostra calda e accogliente stanza d’albergo, progettiamo la giornata successiva e all’unanimità decidiamo di familiarizzare con il bus turistico (http://www.viennasightseeing.at/it/nc/hop-on-hop-off/ ), Cicerone immancabile dei nostri viaggi tra le capitali europee.
Al risveglio, ci da il buongiorno un cielo velato, ma non piove  e questo è un grande dono quando si è in vacanza. Indossiamo la nostra biancheria termica, i nostri maglioni, cuffie, sciarpe e guanti e ci immergiamo nella mattinata di un invernale venerdì viennese pre-natalizio. Scegliamo di non fare colazione in hotel, per la quale avremo speso circa 6 euro a testa e scopriamo ben presto l’eccellenza di tale decisione, poiché quasi accanto all’albergo, scorgiamo un locale della panetteria Back Werk, dispensatrice di paste e bibite calde e, per la modica cifra di circa 2.50 a testa, ci abbuffiamo di dolci buonissimi e beviamo un caldo cappuccino.
Sazi e curiosi, ci dirigiamo verso il centro città, utilizzando la linea rossa U1 che in tre sole fermate, ci condurrà al cuore di Vienna: la Stephansplatz (fermata metro omonima), la piazza gremita di uomini e carrozze trainate da cavalli, ai quali fa da cornice la maestosa chiesa di Santo Stefano.
Arriviamo giusto in tempo per salire sul bus turistico “Hop On Hop Off”, che per 14 euro a testa, ci permetterà di assaporare alcuni punti di interesse cittadini, consentendoci di scegliere quelli da visitare in maniera più approfondita (sarebbe stato possibile anche fare altri tragitti oltre quello da noi scelto, incluso il giro in battello sul Danubio, per 25 euro a testa, ma scegliamo di usufruire solo della rotta rossa, che ci porterà nel centro storico. Quello invernale, non è esattamente il contesto climatico adatto per godersi un’escursione sul fiume, poiché il freddo pungente, impedisce durante le giornate particolarmente “gelate” di godere appieno dell’esperienza.).
Indossati gli auricolari offerti dai ragazzi addetti alla vendita  dei biglietti del bus, sobbalziamo sui sedili per la colonna sonora che ci accompagnerà lungo il tragitto: il walzer viennese! Fantastico, come le informazioni fornite dalla guida (non avevo mai visto una così vasta disponibilità di lingue nell’ambito di un bus turistico! Mancavano  solo  i dialetti per coprire tutti gli idiomi del mondo!).
La Vienna che ci accoglie è assolutamente fantastica, palazzi d’altri tempi, piazze addobbate con luminarie natalizie, mercatini in ogni angolo. Bastano pochi minuti per respirare l’aria imperiale, per immaginare Sissi, Mozart o Freud che degusta la sacher nella caffetteria più rinomata d’Austria e parla di psicoanalisi. Che meraviglia! L’impulso è quello di scendere alla prima fermata utile, ma ci godiamo l’intero giro e alla sua conclusione ci addentriamo nelle vie da favola che abbiamo inizialmente solo scorto.
Partiamo da  Statsooper, il più celebre teatro di Vienna e raggiungiamo il quartiere universitario e il Rathaus, nei pressi del quale ci fermiamo e ammiriamo una distesa di bancarelle di legno affollata di acquirenti e venditori. È davanti a noi, il più grande mercatino natalizio di Vienna: il mercatino del bambin Gesù. Siamo estasiati: artigianato, dolci, zucchero filato in secchielli, brezel, candele ci circondano e ci affascinano, facendoci tornare bambini. È un paradiso di colori e profumi, di sapori e desideri: è la Vienna natalizia, quella che da anni sognavo di visitare.
Tra i vari bungalow di alimenti e prelibatezze, immancabili sono quelli dove è possibile acquistare il punch, alcolico caldo aromatizzato all’arancia, al rum e a tantissimi altri gusti. Vediamo tante persone curiosare tra le bancherelle, le quali tengono tra le mani la tazza con la bevanda (a quanto pare molto amata e consumata). Ci basta uno sguardo: nel pomeriggio, a stomaco pieno, il punch sarà nostro (ehm, non vogliamo ripetere l’esperienza fatta in Germania, di visitare lievemente alticci una cittadina (in quel caso fu quella di Würzburg), dopo la socializzazione con i tipici alcolici locali) !
Assaggiamo per pranzo un tipico pane fritto con facoltativa immersione nell’olio all’aglio (noi optiamo per la leggerezza e lo chiediamo senza): il Langos. Mai, stuzzichino fu più indigeribile! Ottimo sapore, ma sensazione simile ad un gargarismo di friol! In confronto le patatine fritte del McDonald e le pietanze dei ristoranti cinesi, ci sono apparse dietetiche. È stata una esperienza indimenticabile e la fragranza inconfondibile del Langos, ci ha accompagnato per tutto il viaggio, aggrappata alle nostre narici e ai nostri ricordi.
Ci perdiamo tra gli espositori e ci colpisce l’esposizione meticolosa e coreografica che caratterizza ciascun box. Tra le tante idee regalo, ci catturano dei profuma biancheria di forma sferica, la cui fragranza gradevolissima viene trasportata grazie alla mia fantasia e a quella del mio compagno, nei cassetti cagliaritani della nostra camera da letto. Ne acquistiamo una decina e li custodiamo nella borsa che ancora porta i segni olfattivi del trasporto.
Nel pomeriggio, come desiderato, assaggiamo il punch, al prezzo di 2,50 euro (più 2,50 euro di caparra per la tazza che lo contiene, rese alla sua restituzione). La sensazione offerta dal vino caldo è molto particolare, visto il clima, si rivela una dolce coccola per palato e corpo.
Che attimi indimenticabili. L’inverno viennese è davvero caratteristico e magico.
Proseguiamo la nostra passeggiata nel centro città e scopriamo con gioia, che ad ogni angolo è possibile trovare mercatini, nei quali, ovviamente ci fermiamo, per osservare, ammirare, qualche volta comprare.
Tra una bancarella e l’altra, così come per le strade, sono iper presenti i venditori di caldarroste, in veste di caldarrostai-venditori di patate arrosto!
In tanti si fermano e cediamo anche noi, per la “modica” cifra di 3 euro ricevo 7 castagne gigantesche ancora ustionanti. Le sbuccio tra le vie di Vienna e scopro con piacere il loro dolce sapore. Se non fossero costate quanto il viaggio in aereo, avrei senz’altro fatto il bis!
La città, offre ovviamente, anche grandi catene quali C&A, H&M, ZARA. Entriamo come di consueto e diamo uno sguardo alle tendenze austriache.
Ci rendiamo presto conto del fatto che il centro cittadino è facilmente percorribile a piedi, non è necessario utilizzare la metro, anzi, passeggiare tra le vie affollate dona una sensazione di piacere e benessere, forse, proprio per questo la serata vola e giunge al termine, costringendoci a rientrare in albergo. Durante la serata, usufruisco dei bagni pubblici, pulitissimi e curati, utilizzabili al costo di 50 centesimi di euro.
Pur con i buoni e civili propositi alle stelle, al momento di acquistare il biglietto per la metro, scopriamo che la macchinetta automatica non funziona e che il box con l’impiegato è chiuso. Proviamo perciò la sensazione in stile “only the brave”, di usufruire dei mezzi senza pagare il biglietto. Non mi capitava di viaggiare gratis dagli anni del liceo, durante i quali ero senza dubbio più incosciente e spavalda. Preoccupata all’idea di un eventuale controllo delle truppe dei controllori austriaci, attendo con ansia la fermata corrispondente al nostro hotel e spero che il giorno successivo, i biglietti siano acquistabili.
Al risveglio ci attendono un cielo limpido e un timido sole, che scalderà la terza giornata in terra viennese.
Colazione da Back Werk e acquisto del biglietto giornaliero per utilizzare i mezzi pubblici cittadino. Ci dirigiamo verso la KarlPlatz, altra culla di mercatini, che però, scopriamo, apriranno nel primo pomeriggio. Ci dirigiamo perciò a piedi verso il Belvedere, poco distante dalla Piazza.  Ampi giardini curati, nei quali i viennesi si dedicano alla corsa e all’esercizio fisico, opportunamente scaldati da abbigliamento sportivo termico. Anche nel Belvedere scoviamo un mercatino, che con piacere visitiamo e nel quale acquistiamo alcuni ricordi e pensierini per i nostri cari.
Tra i colori, le luci e le coreografie natalizie, le foto non mi sembrano mai abbastanza, il desiderio di scattare ad ogni angolo è forte e comincio a sentire la malinconia del rientro, da una vacanza veramente troppo breve.
Dal Belvedere prendiamo la metro, per raggiungere la famosa Ruota Panoramica (fermata Praterstern U1 rossa), sulla quale saliamo per 9 euro a testa. Accettiamo anche di farci fare una foto ricordo molto divertente, che acquistiamo per 9 euro (non aveva una cornice d’oro, ma io vado matta per queste stupidaggini!). Il panorama è fantastico e dall’alto scorgiamo un’altra ruota, che con piacere stimiamo più bassa e recente (noi siamo sull’originale, tutto il resto è una copia!).
Dopo l’esperienza circolare, passeggiamo all’interno del parco di divertimenti dove la ruota è posizionata e ci dirigiamo in una ampia zona verde poco distante, per godere del sole in questa fantastica giornata.
Pranzo in un locale di zona, a base di pizza (anche in questo caso, come nei precedenti, la nostra scelta è derivata dal fatto che siamo vegetariani e la cucina austriaca, non è esattamente adatta alle nostre abitudini alimentari), per un totale di circa 10 euro a testa, mangiamo discretamente, anche se, la possibilità di fumare all’interno dei ristoranti e i 10 fumatori nei pochi metri quadri del locale, ci hanno riportato indietro nei tempi bui italiani, durante i quali si rientrava a casa dopo una serata con gli amici, portando addosso una fragranza di ciminiera.
In serata torniamo ai mercatini di Karlplatz, che non solo sono aperti, ma anche particolarmente affollati! Ci accorgiamo subito che le bancarelle sono prevalentemente di oggettistica artigianale, acquistiamo qualche ricordo e poi ci scaldiamo con un buon kaiserpunch, questa volta, lasciamo ai ristoratori la caparra e portiamo via con noi la tazza, con cui ora beviamo le nostre tisane in Sardegna.
Il tempo è trascorso veloce e purtroppo giunge l’ultima giornata.
Dopo la consueta abbondante colazione, decidiamo di tuffarci di nuovo tra i mercatini, soprattutto per concludere gli ultimi acquisti e degustare uno spiedino di fette di banana, ricoperte di cioccolato bianco, che avevo adocchiato nei giorni precedenti, senza riuscire ad assaggiarlo. Tornare in Italia senza scoprire quel gusto indimenticabile, sarebbe stata una grande perdita in termini enogastronomici!
 È domenica 22 dicembre, i negozi sono chiusi, eccezion fatta per quelli di souvenir.
Ci dirigiamo poi verso Stephenplatz, nei pressi della quale si trova la Casa di Mozart, che visitiamo per 10 euro a testa. Le opere principali del compositore, costituiscono il sottofondo musicale di una visita molto, molto interessante e gradevole, alla conclusione della quale facciamo l’ultima passeggiata per il centro, prima di dirigerci in hotel (dove avevamo lasciato gratuitamente i bagagli), rinfrescarci  e infine raggiungere la fermata del bus della Slovakia Lines, che dalla Sudtirolerplatz (pressi cavalcavia, terminal C1), ci condurrà all’aeroporto di Bratislava.
Questa volta, essendo le 15, la luce ci consente di ammirare il panorama lungo il tragitto. Casette dal tetto spiovente, si susseguono nei vari paesini addobbati e in attesa del natale.
Che meraviglia!
L’aeroporto ci attende. Partiamo con circa un’ora di ritardo, poiché il freddo pungente causa la gelata delle ali del velivolo, che prontamente vengono scaldate con getti d’acqua. Due ore ci separano da Alghero e altre due da Cagliari.
Un viaggio emozionante, che seppur breve, ha lasciato un segno profondo nei nostri ricordi turistici.
Vienna si è rivelata accogliente, magica e il fatto di averla visitata a natale, ha senz’altro costituito quell’elemento differenziale in senso positivo, che ci farà sognare a lungo i mercatini, le vie illuminate, i colori, gli odori, i sapori di questo periodo dell’anno, esaltato dalla capacità austriaca di festeggiarlo.
In aereo, leggo che i mercatini di Strasburgo, esistono dal 1570 e che sono unici e famosissimi. La mia fantasia vola già al natale 2014!
Buon viaggio a tutti voi!
Silvia

(recensione pubblicata anche sul sito http://www.chimiconsigliaunviaggio.it)
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